Alla fine del 2011 ho reso disponibile i testi di teatro contenuti nel volumetto Teatro popolare 1979-1985 già stampato in forma artigianale nel 2002, con bellissime illustrazioni di Saverio Brillante. Poiché la stampa del 2002 era in tutto e per tutto artigianale (dalla scrittura alla rilegatura) e il numero di copie è stato per forza di cose limitato, ho deciso di rendere di nuovo disponibile i miei testi di teatro in una forma più accessibile. Ho così utilizzato il sito ilmiolibro.it e ho preparato una copia che chiunque può ottenere con facilità; questa seconda edizione non contiene i disegni di Saverio ma solo i testi – è disponibile in rete con lo stesso titolo: Teatro popolare 1979-1985. Per avere più informazioni sul contenuto basta andare in fondo a questa stessa pagina, dove si parla del volume del 2002.*
Ecco il mio ottavo libretto, che contiene tre dei quattro racconti in forma di teatro, già rappresentati durante l'estate del 2007 sotto il titolo La Preda, di cui si parla più sotto. Questo libretto porta la data di Ottobre 2007 e racconta storie ambientate nei primi anni dell'Ottocento. La Lettera di Matteo è un ragazzo di quattordici anni condannato a vent'anni di prigione perché traduceva le lettere dei francesi ai briganti, Raffaele canta è l'ultima parte della vita di un liutaio e cantastorie condannato a morte perché incitava il popolo alla rivolta contro i francesi, Gaetano il tamburino narra la storia di un tamburino incarcerato per essersi messo al servizio di un brigante. Sono storie ispirate da processi celebrati a Cosenza in quegli anni, che, grazie ad una prima lettura del bellissimo libro di Raoul Guêze, Roberto Guarasci e Annarosa Rovella del 1990, ho poi letto in originale all'Archivio di Stato di Cosenza tra le sentenze dei tribunali militari francesi. È il mio terzo testo teatrale, dopo la raccolta Teatro popolare – 1979-1984 e I nemici della città(2006).*
Il 28 febbraio del 2007 ho portato in scena tra le piazzette e i vicoli del centro storico di Amantea (Chianura, Rina, Chiazzetta) una versione teatrale di quattro dei Sette Racconti di Mistero, stampati nel novembre del 2004 (vedi oltre). I racconti scelti sono stati La memoria del fratello di Gianni Blissiano, La stupenda avventura di Luis Tenér di Felix Ardiente, La macchia di Gianluca Rivolta e Cinque di Giuseppe Bandolfi. Hanno lavorato con me Mattia la Torre, Alfonso Politano come voci narranti, Elvira Tonnara alla regia gestuale, Salvatore Pulice, Giovanni Lorello e Umberto Graziano nelle scenografie creative e Francesco Passarelli, Amedeo Fera e Gerardo Vespucci per le musiche. Il mistero è un tema inusuale per la piccola storia teatrale della mia città, ma il pubblico ha gradito la novità, la partecipazione è stata ben numerosa. E' stata calata una enorme tenda che faceva sparire il palazzo del governo in Luis Tenér, il tavolo e la mannaia di Cinque, il manoscritto de La memoria del fratello, il lenzuolo illuminato de La macchia, i momenti, ne La macchia, in cui il racconto proseguiva senza l'ausilio delle parole... sono stati elementi scenici e di genere/stile che hanno portato una grandissima novità nel teatro che uso fare. Non*
Durante l'inverno del 2006 e del 2007 ho avuto modo di preparare un altro lavoro teatrale sull'Assedio di Amantea, che ha preso il titolo La Preda ed è stato presentato il 22 aprile 2007 nel centro storico di Amantea, esattamente davanti e dentro la chiesa del Collegio, nel vecchio quartiere di Catocastro. La Preda è composto di quattro episodi ambientati tra il 1806 e il 1815: La Lettera di Matteo, Raffaele canta, Gaetano il Tamburino, Il Soldato francese. I primi tre sono episodi storici estratti da archivi dei tribunali militari del periodo e traslati in forma di teatro-racconto; il quarto è la straordinaria visione che attraversa oltre trent'anni della vita di un soldato francese che si muove tra la Parigi rivoluzionaria, la sanguinosa Vandea, le Calabrie dei briganti e la Spagna della guerriglia ribelle. Ogni personaggio si ritrova ad inseguire una persona, un oggetto, un sogno... una preda, qualcosa che lo segnerà per tutta la vita. Le storie sono state raccontate da me e da Mattia la Torre, con le musiche di Francesco Passarelli e Gerardo Vespucci. Nel corso dell'inverno le quattro storie sono state narrate più volte, in forme e luoghi diversi. Il Soldato francese (scritto da Mattia) è diventato anche un cortometraggio di 16 minuti presentato a Cosenza ad una rassegna scolastica di cortometraggi A Scuola di Corti.
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Durante la primavera del 2005 ho cominciato a darmi da fare per ricordare l'evento storico di storia moderna che ha più toccato la mia immaginazione, e di cui mi ero già interessato sia per generali studi storici (poi confluiti nelle varie edizioni di Guida di Amantea) sia per lo studio specificatamente letterario de Gli Amanteoti di Pasquale Furgiuele (vedi sotto): si tratta dell'assedio che la mia città subì nel gennaio e nei primi giorni di febbraio del 1807, evento noto nei libri di storia delle guerre napoleoniche nell'Italia meridionale come l'Assedio di Amantea. L'occasione era i duecento anni esatti trascorsi, una ricorrenza. Ho ritenuto che il miglior contenitore che potesse ospitare un evento di così vasta portata storica, emotiva, sociale e ancora di grande attualità per Amantea dovesse essere il teatro, il genere letterario in grado di contenere narrazione, viva voce, gestualità, musica e contatto vivo e diretto con i fruitori della storia che si racconta; completo e perfetto, modificabile, il cui testo può essere stampato, le cui musiche possono essere eseguite anche da sole e, soprattutto, una preparazione del lavoro non solitaria ma collettiva. E' nato così I Nemici della Città, una tragedia in tre atti, che ho portato in scena tra luglio e agosto del 2006 con Mattia la Torre, Mariangela Bruno e Luciano Gagliardi.
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