sabato 22 giugno 2024

NARRATIVA













Esce nel 2015 un libretto che contiene sette racconti brevi scritti per vent'anni fino al 2015 – cinque sono brevissimi.
 Ciò che le storie hanno in comune è che in un certo momento della loro vita tanti personaggi si pongono la medesima domanda: Cosa resta di ciò che sono stato? Tutte le storie (come mi è capitato di fare con Italo) hanno dei numeri che le caratterizzano: l'uno, il due, il tre, in più modi intrecciati; anche il cinque è importante; il diario di uno strano prete latino, le appassionate lettere di due straordinari amici, altre storie di maestri, cantanti, viaggiatori. Il volumetto contiene anche le biografie di coloro che hanno partecipato alla scrittura. Il libro si trova a ilmiolibro.it cliccando su queste parole.


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 Nel 2012 ho finalmente reso disponibile per la stampa ITALO - IL RE DEGLI ENOTRI, un romanzo prima di tutto fantasy ma con un preciso sfondo storico, di cui ci sono altre informazioni datate 1994 in fondo a questo post. Il volume, di 254 pagine, si trova a ilmiolibro.it, dove si possono anche leggere le prime 50 pagine; è possibile avere il libro anche dal sito la Feltrinelli, il disegno di copertina è di Maximo Rega.
Questo leggendario re ha dato il suo nome al suo popolo, gl'Itali, a quasi tutti i popoli dell'Italia pre-romana (i Messapi, i Sanniti, i Liguri e altri si chiamano infatti Popoli Italici, solo gli Etruschi e i Magnogreci hanno un proprio e unico nome); infine, ha dato il suo nome alla Nazione della quale all'anagrafe sono cittadino. E' il mio testo narrativo più lungo, la scrittura è durata diciotto anni; è un atto d'amore verso la la Calabria, e anche il luogo dov'è confluito il senso del mio rapporto tra passato e presente.
Le visioni che ricevevo mi facevano vedere Italo nella sua magica, iniziatica adolescenza, nella giovinezza di conquista e formazione del regno, nella maturità con l'ultima, vittoriosa battaglia contro il Male, infine nella serena morte. Ho studiato tanto (e con piacere) la Protostoria calabrese per maturare concezioni spirituali, istruirmi su cibo, territorio, flora, fauna, sistemi linguistici, archeologia, storie dei popoli, metallurgia, tecnologia, istituzioni e governo... conoscenze che sono poi confluite nella storia effettivamente narrata, quella di un ragazzo che diventa re eponimo e lascia un ormai indelebile ricordo di sé. Aggiorno il presente testo continuamente e sempre più mi convinco di aver scritto una storia di sopravvivenza, forse anche mia, certamente della Calabria.
A maggio del 2021, in occasione dell'uscita del mio cd audio con musiche e testi tratti da Italo, il carissimo amico Mimmo Lanciano (con il quale condivido questo amore per la Calabria protostorica e per la figura di re Italo) ha pubblicato su costajonicaweb un articolo dal titolo: Lettere a Tito n. 329. La Prima Italia del prof. Felice Càmpora di Amantea (Cs). Per me è molto interessante perché inserisce il mio lavoro in un quadro sociale attuale caratterizzato da relazioni di livello per me importanti; inoltre, leggendo l'articolo si possono ottenere informazioni non reperibili all'interno del presente sito.


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Escono nel 2019 tre miei romanzi di fantascienza.

    
Indagine artificiale è un giallo ironico e spensierato con dentro una dolce love story; è ambientato a Cosenza nel 2030 e l’ho scritto nel 2004 L'investigatore privato Stephen Danno è bravissimo ma un po' imbranato, poi incontra Melaine e i due si trovano molto bene a lavorare insieme, fino a quando risolveranno il caso. La luce di Foos è un'eterea storia ambientata in un lontanissimo futuro, in un pianeta a suo tempo colonizzato dagli umani; Reon vi si reca con la sua astronave molto speciale (è anche una donna) per cercare di svelare un mistero; l’ho scritto nel 2000. Infine, Viaggio nella nebbia, ambientato sempre a Cosenza ma nel 2036; narra la storia di un ragazzo che respira un gas annebbiante usato dalla Nostra Polizia per disperdere una pacifica manifestazione di protesta; un tema, spero non per molto, continuamente attuale. Lo avevo scritto nel 1994, tante scritture fa.
Sono contento della stampa di questi tre testi, molto diversi per lingua, obiettivi e ispirazione; in un cassetto non avrebbero fatto una bella fine – lo scrittore deve sempre cercare di portare ciò che crea fuori dalla propria casa. Da notare che un altro (ma molto breve) racconto di fantascienza è contenuto in Tre giovanissimi racconti, stampato nel 2006, uno dei miei nove libretti.

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Nel 2019 ho anche curato la stampa di due racconti la cui misura è a metà strada tra il racconto breve e il romanzo. Sono firmati da Gianni Blissiano, già stampati una prima volta nel 1998 e oggi ampliati e resi più completi. Li lascio, ai lettori presenti e futuri di Gianni Blissiano, in questa precisa forma. Il primo è Lo strano destino del dottor Gigante , la storia di un uomo a cui "le istituzioni" fanno credere di vivere in una determinata situazione e che per caso comprende la reale natura del contesto sociale in cui vive; la storia non termina con la sua scoperta della verità, ma continua fino ai giovani della generazione successiva e alla sua serena morte. Il pianeta che ride è una tenera storia d'amore ambientata a Reggio Calabria, riguarda una studentessa fuori sede che incontra un tipo un po' strano che le chiede aiuto per qualcosa di veramente straordinario; la storia dura solo tre giorni e lascerà nella ragazza un ricchissimo ricordo.
  

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 Nel mese di ottobre del 2006 ho stampato uno dei miei nove libretti. Esso è una nuova serie di tre racconti, firmati da Felix Ardiente (Acquí, Marinero!), Marco Vittorio Castello (Il Segreto) e da Gianni Blissiano (Fretta di Festa). Il titolo del libretto è Tre giovanissimi racconti perché i protagonisti delle storie sono giovanissimi, dai tredici ai sedici anni. Sono ambientati in periodi molto diversi: il primo è un racconto che ha a che fare con eventi di storia a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento in Calabria, il secondo è ambientato nel presente, mentre Fretta di Festain un futuro piuttosto lontano. Il disegno di copertina è di Angela Verdi. Il libretto, stampato in numero ridotto di copie ed in forma completamente autonoma, è oggi praticamente esaurito; poiché ho delle esperienza di lavoro in tipografia fin da giovane età, ho sempre avuto la possibilità di stampare con una certa facilità ciò che scrivevo, anche se in un numero di copie limitato, "approfittando", nelle pieghe di lavoro, della disponibilità delle macchine e degli amici operai, come anche delle conoscenze tecnico-informatiche che mi permettevano di portare il libretto direttamente alla macchina da stampa.


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 Del mese di Novembre 2004 è Cinque Racconti di Primo Ottocento, libretto di Marco Vittorio Castello, nome con il quale firmo scritti che hanno in qualche modo interessi locali. Questi racconti erano stati scritti una quindicina di anni prima. Narrano storie inventate del brigantaggio antifrancese, di persone in viaggio per diversi motivi. I personaggi dei racconti, seppure distesi nell'arco di una cinquantina di anni, sono tra di loro legati da storie comuni, che sottilmente li uniscono. Le storie sono state pubblicate nell'estate del 2005 nelle pagine estive del Quotidiano di Cosenza, curate da Paride Leporace. Nella foto in copertina c'è un mio avo: il padre di mio nonno, si chiamava Luigi Campora.



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 Il terzo libretto del mese di Novembre 2004 è Sette Racconti di Mistero, per i quali sono stati impegnati quattro narratori, tra cui il già noto Gianni Blissiano (vedi sotto), che firma La Memoria del Fratello, il quarto racconto. Gli altri sono di Felix Ardiente (La Stupenda avventura di Luis TenerL'Anarchia e la Felicità e La Corda), quindi la vecchia conoscenza Gianluca Rivolta (La Macchia) e Giuseppe Bandòlfi, che firma Un Funerale e Cinque, i due racconti più inquietanti. In ogni storia c'è qualche elemento di mistero, di magia, di fantastico o soprannaturale, nell'ultima anche di orrore, tutti generi letterari che in Italia sono considerati di confine. Ho curato con la mia firma le introduzioni di tutti e tre i libretti. La foto di copertina mostra il castello e una parte del centro storico di Amantea modificata "tirando" un po' l'immagine verso l'alto.



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ITALO, il re degli Enotri: le origini.
Nel 1994 comincio a trascrivere una storia ambientata nella Calabria protostorica del XIV secolo avanti Cristo; la storia discende da idee e brevi stesure di testi che avevo fin dal 1984 e che ancora conservo. Parla della della gioventù, dell'età adulta e della morte del leggendario re degli Enotri, colui che ha dato il nome all'Italia, il suo nome era Italo. La storia contiene eroismo, epica, fantasia, visioni, magia, studi sull'antica lingua degli enotri, poesia, riferimenti alla Calabria di ogni tempo, avventura, amori, battaglie, la lunga formazione di un regno, viaggi per la Calabria, i suoi paesaggi, il mare, le foreste, l'eterna lotta del Bene contro il Male (colui che al ricordo preferisce l'oblio), decine di racconti nel racconto, studi sui popoli protostorici come i Morgeti, i Choni, i Siculi, i Sicani, gli Ausoni, gli Iapigi, gli stessi Itali, sui loro costumi, la loro civiltà, le credenze, sul modo in cui si cibavano, vivevano, sulla loro organizzazione sociale, sul vicino mondo mediterraneo, sui loro villaggi, le capanne, gli utensili, sul modo in cui cacciavano, sulle loro antiche storie. Si può trovare a http://web.tiscali.it/felicecampora/ una prima pagina web sul libro; è il piano di lavoro generale, che poi in corso d'opera ha subito rilevanti cambiamenti.


Grazie per la lettura!



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venerdì 21 giugno 2024

MUSICA

 Italo suite è un cd-audio con sei brani i cui testi sono tratti da Italo re degli enotri, il mio racconto più lungo e, come direbbe Charles Dickens a proposito di David Copperfield, il mio figlio prediletto. In questo lavoro ho scelto sei brani che, più o meno, danno l'idea della storia che si narra nel libro. I brani leggono esattamente quello che è contenuto in alcuni paragrafi del mio libro, e sono:
1. Italo e Upadish (dal capitolo I), durata 7 minuti e 42 secondi;
2. Le ragioni del male (dal capitolo IX) 2:19;
3. L'aquila della profezia (dal capitolo XXXIII) 3:36;
4. I racconti di Verità (dal capitolo XIV) 2:59;
5. Il bambino della montagna (dal capitolo VII) 6:56;
6. Verità Fluusai (dal capitolo LXI) 3:12.
Ho qualche copia del cd-audio a casa, ma solo per me; la suite completa (26 minuti e 44 secondi) è invece disponibile per l'ascolto gratuito sulla piattaforma di condivisione musicale Bandcamp. Le letture sono accompagnate dalla mia chitarra, con musiche  depositate presso la Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae); sono sei brani con musiche molto differenti, composte appositamente per i temi delle letture, e che non sono un semplice sottofondo alle parole, ma funzionano a sé, anche senza testo, come brani autonomi.



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 Questo cd-audio è un'ulteriore testimonianza della mia fede di sapienza visionaria verso colui che a me appare essere la più importante figura poetica amanteana di sempre: Pasquale Furgiuele (1830-1856), la cui disposizione a frequentare mondi fantastici e allo stesso tempo radicati nella materiale storia della sua e mia città ha dell'incredibile; ancora oggi, a trent'anni dalla prima lettura dei suoi scritti, più lo rileggo più sono colpito dalla sua capacità di vedere storie, personaggi e vicende al di là del presente storico in cui viveva, al di là del passato storico testimoniato nei libri che consultava; questo mio interesse oggi e l'interesse di altri suoi esegeti nel Novecento è la prova della bellezza dei suoi testi e della sua vicenda storica anche al di là del suo stesso futuro. Ecco le tracce:
1. Autore, titolo, esergo, 1 minuto e 18 secondi 
2. La lettera, 2 minuti e 35 secondi 
3. O tu Nepezia mia, 4 minuti e 18 secondi
4. Irnerio o i saraceni, 3 minuti e 27 secondi
5. I legati, 3 minuti 1 secondo
6. La mina, 5 minuti e 21 secondi
I brani in lettura sono accompagnati da musiche originali e protette da diritti d'autore presso la Siae. I
primi tre brani hanno la sola mia chitarra come accompagnamento, con delle linee melodiche ben definite; negli altri tre brani ho scelto con maggiore precisione ciò che leggere dei suoi passi e ho deciso di inserire nelle musiche degli strumenti che, per diletto o per lunga e appassionata frequentazione, uso suonare: il contrabbasso, la chitarra elettrica e la tromba; ci sono anche due tracce di percussioni digitali in loop. I brani sono in ascolto gratuito su Bandcamp; alcune copie del cd-audio le tengo solo per me a casa. Ho preparato una pagina di riferimento dedicata a Pasquale Furgiuele, raccogliendo tutto quello che ho pubblicato su di lui insieme ad altri collegamenti verso altre pagine web con ulteriori informazioni sulla sua opera e sulla sua vita, la pagina si raggiunge cliccando su queste parole.



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 Amanteya, una visione è il titolo di un cd-audio ideato da me, con testi firmati da Gianni Blissiano e narrati da Marco Vittorio Castello. Felice Campora ha anche composto ed eseguito le musiche. Porta la data di Febbraio 2020. La raccolta comprende cinque tracce di poco più di sei minuti ciascuna:
Dramma
Cambiare
Ordine
Fantasmi
Terre

Gli strumenti usati sono tre tipi di chitarre (folk, 12 corde ed elettrica), due tipi di basso elettrico fretless (uno slim con una tastiera lunga fino a tre ottave, l'altro più cupo e corposo); poi una quieta traccia di ritmica elettronica in un solo brano e un prolungato suono di tastiera in pacato sottofondo in un altro brano; l'ultima traccia consta di una sola chitarra registrata senza sovraincisioni. Ogni brano ha la sua voce narrante e, in un caso, altre presenze vocali. I cinque testi sono in prima persona ed hanno un tono meditativo, malinconico, creati in piena solitudine. Le musiche hanno ancora qualcosa di folk, ma sono ormai lontane dal folk paesano (ma non tradizionale) dei Fatti veri; è molto evidente invece l'apporto di musiche più moderne, nello specifico di quel genere un po' dark nato alla fine degli anni '70 e chiamato New wave. L'intera confezione è stata disegnata da Alessandro Mercati, inclusa la bellissima figura umana in copertina; si tratta di una bella confezione in cartonato lucido che si apre in tre ante. Nelle pagine interne sono stati trascritti per intero i testi dei cinque brani.

I brani sono in ascolto gratuito su Bandcamp; sono state stampate solo poche decine di copie del cd-audio.



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 Porta la data di febbraio 2020 il doppio cd-audio dei Suonatori Libertari Calabresi. E' una confezione che contiene sia la prima raccolta di dieci brani stampata nel 2009 (e di cui rimando oltre in questa pagina per l'elenco dei brani e altre informazioni) sia una raccolta inedita di altri dieci brani, firmati dallo stesso insieme  musicale del 2009 – la confezione contiene quindi venti brani, suddivisi in due cd. I brani sono stati composti da me, da Enzo Ruffolo, da Gerardo Vespucci, da Fernando Launi; c'è un testo di Davide Marano, mentre i testi di due brani sono stati scritti su  
musiche tradizionali e un brano è interamente tradizionale. I brani del primo cd (quello del 2009) sono stati rimixati per questa speciale edizione del 2020; la resa è molto migliore dal punto di vista fonico, sotto la cura di Daniele Sanfilippo di Suoneria Mediterranea di Fuscaldo (Cs), che ha curato anche il mixing del secondo cd, registrato nel corso del 2019. Ecco i brani del secondo cd:
1. Adduvu va Iacintu (4:41)
2. U pirnacchiu (2:41)
3. U pirunu (2:05)
4. Terremotu ccu llu sterzo (4:11)
5. Statti accuortu (2:54)
6. L'anarchico di Calabria (5:21)
7. Il mondo di oggi (4:00)
8. Nino (2:56)
9. Giacomo Bottino (3:24)
10. Stornelli sociali calabresi (3:21)
Il materiale testuale nella confezione rende merito di tutto ciò che è stato necessario per giungere all'uscita di questa esperienza musicale e sociale in Calabria. C'è un sito che mostra vario materiale (tra cui tutti i testi in italiano) sui Suonatori Libertari Calabresi, si trova a https://suonatorilibertaricalabresi.jimdofree.com; ecco direttamente la pagina per ascoltare 5 brani: https://soundcloud.com/user-171725425. In rete si trovano cinquantadue minuti di una registrazione audio/video del Luglio 2016 alla L'unanera, Cosenza, nella quale si possono ascoltare un buon numero di brani, accompagnati da un vivace Coro.


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 In rete si può trovare questa interpretazione "casalinga" di un mio brano: U cunnannatu, eseguita da Gerardo VespucciU cunnannatu è stata l'ottava traccia del mio primo cd dei Fatti veri, del 2002, cantata da Pasquale Grimaldi. Il brano è stato cantato da Gerardo in occasione di una visita a Spezzano Albanese, presso alcuni amici dell'anarchia spezzanese, della giornalista e scrittrice Tiziana Barillà; Tiziana era a Spezzano per scrivere il libro Quelli che spezzanoil racconto della lunga e storica esperienza anarchica municipalista a Spezzano Albanese ampiamente conosciuta in Italia e anche in numerosi contesti internazionali libertari. In rete si trova anche una sua personale versione de A strina du Judeo, brano contenuto nel doppio cd dei Suonatori Libertari Calabresi. Gerardo è un amico e musicista speciale per me, a lui mi lega un affetto ed una stima musicale e storico-letteraria straordinaria.

Nel mese di Ottobre del 2025 Gerardo Vespucci ha pubblicato il suo terzo libro, Paideia, Storie per la scuola e per altre storie – un bel titolo. I tipi sono quelli di Edizioni Erranti, Cosenza, casa editrice indipendente con un catalogo e un indirizzo sociale ammirevoli. Paideia contiene poesie, due racconti in dialetto e numerose drammatizzazioni per scopi principalmente educativi che rappresentano il corpo principale del volume. Il libro è corredato di due cd-audio con brani collegati a molti dei testi all'interno; il primo cd contiene venti brani cantati mentre nel secondo si ascoltano versioni solo strumentali sulle quali si può cantare dal vivo. Due di questi brani sono stati da me composti: Girannu si fere e si feste e A pezza (La scusa) – di quest ultimo brano nel libro vi è anche un vero e proprio mini-testo teatrale di una sola scena con dialoghi e parti cantate. A pezza si trova nei Fatti veri #3, Girannu si fere e si feste nel primo cd dei Suonatori libertari calabresi. Su un totale di ben 452 pagine, nel volume di Gerardo appare notevole la lunghezza dei due racconti in dialetto: 45 pagine di bella scrittura, raro esempio di letteratura calabrese dialettale in prosa.




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 Nel 2006 Enzo Ruffolo canta due miei brani, U nnammuratu e A festa i san Giuvannu, in un cd audio intitolato Salimora; i brani sono rielaborati da Enzo ed eseguiti insieme al chitarrista Pietrangelo Zicarelli. Questa raccolta di brani contiene anche la ben conosciuta I Tortura alla Mantia, scritta da Enzo stesso. Un altro bellissimo cd audio di Enzo è Ombè, in cui il cantautore e, a mio parere, poeta belmontese percorre sentieri musicali influenzati dalla musica popolare di certe aree della Spagna e in cui appare evidente come il suo folk popolare e schietto si sia col tempo trasformato in una musica più progressiva e ampia, con accordi aperti e soluzioni ritmiche e armoniche di stile world. Che Enzo sia un poeta a me sembra fuori di dubbio; tutto nella sua produzione scrittoria mi lascia pensare ciò: dall'esteso uso connotativo delle parole al continuo riversamento nei testi di idee profondamente intime (elemento  assolutamente sconosciuto nei miei testi), dall'ossessiva eppure limpida e forte scelta dei temi e degli ambiti semantici alle peculiari qualità associative del fluire dei suoi pensieri strofa dopo strofa.


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 Pasquale Grimaldi è stata la voce che ha fatto partire la serie dei miei cd dei Fatti veri, nel 2002; il suo aiuto è stato decisivo per tutta la mia carriera di Autore e produttore amatoriale di me stesso, perché gardando lui ho capito che cosa era importante veramente nella esecuzione canora di un brano. Entrambi abbiamo una grande stima artistica per Bob Dylan, amiamo cantare i suoi brani; e anche questa comunanza mi ha permesso di avere una certa idea della mia voce e di cominciare a registrarla nei brani da me stesso composti. In internet si può ascoltare (ad oggi 2021) Pasquale eseguire nel suo personale ed esseziale modo due miei brani: uno a cui sono molto affezionato e che è uno dei miei testi più politici, A dittatura; l'altro è Ottobri alla Mantia, eseguita in una struggente atmosfera, data da una voce ricca di pathos e da una chitarra che modifica in modo sostanziale (proprio alla maniera di Dylan) le mie musiche originali.


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 Nel 2018, Francesco Gullo, virtuoso e ben noto organettista calabrese, ha registrato un cd insieme a Giada De Luca e Lucrezia De Virgiliis; il cd si chiama Meridian; Francesco svolge anche una continua attività live. Nel cd Francesco ha voluto inserire un mio brano come prima traccia, L'emigranti, la settima traccia del mio primo cd, Fatti veri, stampato nel 2002; Francesco ha creato una sua, personale versione, molto bella, più avvincente (a me appare) della mia originale e che esegue abitudinariamente dal vivo. Nel 2014 Francesco aveva già pubblicato Verso sudL'emigranti è stato inciso anche dai Suonatori Libertari Calabresi nel 2009.


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 Con la data del 2018 è in circolazione la mia quarta (e credo proprio ultima) raccolta di brani folk cantati in dialetto, il titolo non poteva essere altro che Fatti Veri 4. Come nelle altre tre, ci sono dodici brani. Ho registrato i brani amatorialmente a Catocastro, nel quartiere Collegio di Amantea (Cs), come al solito; si sentono rumori di sedie che scricchiolano, fischi di treni che passano, pneumatici che ruotano sul manto stradale...

1. U baccalà 1:54
2. U muru crollatu 1:49
3. L’arciprete 1:46
4. Ciccu Peppe e Micu u Zùoppu 2:17
5. Mastru Ndria 1:11
6. Il sindaco con l’ombrello 2:42
7. Strofette amanteane 3:28
8. Ballatella per Nicodemo 3:14
9. Le tre figlie 3:15
10. Na canzuna 1:33
11. Jurnata trista 1:28
12. A vota bona 2:05

Ringrazio l’anziano pescatore amanteano Francesco Bonavita, la signora Rita Natalia, mio zio Vincenzo Campora e Pietro Perna per avermi tramandato antiche frasi. Grazie a Rosita Lio, professionista della fonetica, sono riuscito a recuperare interamente L’arciprete, in origine contenuta in una vecchia registrazione a nastro; nonostante ciò il brano rimane ambiguo nella quarta strofa, dove non appare chiaro il motivo per cui il prelato scaglia il campanello; l’amico bassista Roberto Osso ha recuperato la storia di un’importante parola, sempre nella quarta strofa.
Ne L’arciprete e nelle Strofette amanteane ci sono alcune parole e espressioni un po’ scurrili o irriverenti che non fanno parte del mio idioletto sociale; le ho dovute però cantare per non tradire l’originalità delle composizioni e il contesto culturale e storico a cui appartengono.
Dal 2002 ad Oggi con l’aiuto di molti amici ho ormai stampato quarantasei miei brani, contenuti in cinque cd-siae – tante storie, personaggi, fatti, ricordi: il mio mondo folk. Il titolo Fatti veriviene da un’espressione che usava mia madre quando raccontava storie quasi incredibili. Grazie a Pino Posteraro per l’immagine di copertina. I testi dei mie brani folk sono nel file linkato anche altrove in questa webpage.
In questa pagina si possono trovare speciali notazioni musicali di alcuni brani tratti dall'intera raccolta dei Fatti veri (4 audio-cd) in versione strumentale, riorganizzati in una struttura simil-jazz. La pagina è in lingua inglese, pronta per essere letta e interpretata dai musicisti amanti del folk di tutto il mondo.
L'intera raccolta di dodici brani si può ascoltare a https://www.youtube.com/@FeliceCampora.


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 Nel mese di giugno del 2016 ho stampato il terzo cd dei Fatti Veri che contiene, come i precedenti, 12 brani di stile folk scritti e musicati da me. Sul retro della copertina della confezione del disco ho scritto le seguenti parole:
"Registrato in via dei Gesuiti 4 ad Amantea (Cs) tra il 2014 e il 2015. Io suono la chitarra, altri strumenti e canto, Salvatore Pulice suona l’armonica, Gerardo Vespucci una batteria ridotta (rullante e piatto crash); l'armonica nella Ninna nanna è di Alessandro Mercati di mia figlia Rosa. In una traccia fantasma di 7:26 aggiunta al brano 5, Davide Marano legge parte del prologo de L'Ingannati, commedia senese del 1531 scritta da un gruppo di accademici della città dal nome collettivo Gli Intronati; a Ciccio Pastiglia buona parte della famiglia Perciavalle, vicini di casa, fa il coro; Felice Scudiero, Mario Pulice e Salvatore Miceli prestano la voce nella Serenata, poiché questo brano è stato usato sotto il balcone di quelle ragazze che pochi giorni dopo sarebbero diventate le loro spose o, nel caso di Felice, sotto il balcone di casa sua quando il futuro marito della figlia le ha fatto, appunto, la serenata. Nell'A Festa i San Giuvannu compare una registrazione effettuata una ventina di anni fa per le strade di una Fiera di Amantea."
I testi dei brani sono disponibili a questo link, una pagina web nella quale ci sono i testi degli altri miei brani finora stampati su cd musicali. Le finiture della grafica del cd sono state curate da Max Rega. Nella foto di copertina compare Roberto Osso, noto bassista amanteano e mio ex studente al Liceo, che, seduto, imbraccia il suo basso e che ha cominciato a collaborare con me in un nuovo progetto quando il cd era già stato mixato; con Roberto abbiamo avuto in precedenza altre esperienze musicali, tra le quali un paio di concerti con le canzoni dei Fatti Veri e altre serate a suonare le canzoni di Bob Dylan, proprio durante il mastering e il confezionamento del presente lavoro, durante l'inverno 2015-16.
Il cd dei Fatti Veri 3 contiene i seguenti brani, per un totale di oltre 50 minuti di musica. L'intera raccolta si può ascoltare a https://www.youtube.com/@FeliceCampora.


1.  A festa i san Giuvannu 8:42
2.  La grande chiovuta del 2009 4:23
3.  Da chiazza alla taverna 1:51
4.  Ciccio Pastiglia 2:34
5.  E sempri sulu e Gli ingannati 12:11 (4:45 + 7:26)
6.  U pensieru solidificatu 3:43    
7.  A pezza 1:53
8.  Fimmina janca 3:58
9.  Tarantella du jùocu di carti 5:46
10. Serenata 4:12
11. Ninna nanna 2:39
12. Cantina Paradiso 5:42



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Questi sono gli Altri fatti veri registrati a partire dal mese di Settembre del 2010 e fino al mese di Maggio del 2011 nel centro storico di Amantea (Cosenza), in via dei Gesuiti 4, nel quartiere Catocastro, zona Collegio. Io suono la chitarra e canto e Salvatore Pulice suona l’armonica. Alla fine della traccia numero 10, la Tarantella d’i Dominazioni, c'è un passo tratto dalla Storia dei Longobardi di Paolo Diacono (720-799), letto da Davide Marano e con Gerardo Vespucci al rullante con le spazzole; la voce di Roberto Perciavalle di Catocastro compare alla fine dell’ultima traccia. Ha curato il mastering Alessandro Guido di San Pietro. I brani sono tutti di mia composizione non per scelta ma perché è il solo modo in cui posso stampare musica con una regolare licenza SIAE senza sostenere costi che vanno al di là di un’esperienza alla quale attribuisco un valore più che altro documentale. Ringrazio vivamente Salvatore Pulice che ha mi ha accompagnanto con pazienza e dedizione non solo in questo anno di 'fabbricazione' del cd ma anche negli anni precedenti a suonare e a imparare a mettere insieme chitarra, voce e armonica. Il disco è completamente autoprodotto, dalla composizione dei brani, ai loro arrangiamenti, la registrazione delle tracce (per il mastering c'è stato il grande aiuto di Alessandro Guido), la masterizzazione delle copie, la grafica e la stampa della copertina, del retro e dell'inlay, infine il confezionamento. I testi dei brani sono disponibili a questo linkL'intera raccolta si ascolta a https://www.youtube.com/@FeliceCampora.

  1. A Barzelletta 4:36
2. Pino Molinaro 4:57
  3. U Mustazzu 1:26
       4. U Carceratu e lla Guardia 4:32
       5. Turillu d’i Gallini 3:59
       6. Mashcara 2:39
  7. Valzer della Cecala 3:32
  8. I Fimmini i Sa Cumpagnia 2:12
  9. Ni Vivimu Nu Pocu I Vinu 4:02
     10. Tarantella d’i Dominazioni 6:16
     11. A Dittatura 3:33
     12. È Caduta a Giunta Comunale 4:34

Per un bel po' di anni con Salvatore Pulice e Davide Marano il 21 di Giugno abbiamo organizzato una festa davanti alla chiesa del Collegio, a Catocastro, tutta autofinanziata. Della edizione del 2013 ci sono tracce su youtube con questi filmati realizzati da Edoardo Stefano di San Lucido: il primo, il secondo, il terzo, il quarto, e il quinto, con il grande Otello Profazio come protagonista, insieme a coloro che erano lì quella indimenticabile sera. In rete ci sono anche delle altre cose. Molti amici di Amantea hanno dei filmati, alcuni dei quali sono straordinari esempi di folk tradizionale, acustico e completamente naturale, non preparato. Lo scrittore Salvatore Mongiardo è stato più volte ospite a Catocastro con i suoi libri e i suoi appassionati discorsi.


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 Nella foto qui sopra, una delle esibizioni di cui ho un gran bel ricordo e una altrettanto bella registrazione, avendo suonato con Tino Tracanna in un teatro a Lamezia, grazie all'invito di Francesco Scaramuzzino e insieme a Manolito Cortese e Alberto La Neve. Tino è un sassofonista di fama internazionale oggi (2011) docente al conservatorio Verdi di Milano, che ha suonato addirittura con Franco D'Andrea (Perigeo) e oggi suona abitualmente con Paolo Fresu. Nella foto, Tino ha il sassofono tra le braccia e osserva Alberto in azione.
Negli  ultimi mesi del 2013 nel pub La Pecora nera di Amantea ho avuto occasione di fare una intera serata e er due volte con Achille Succi, clarino basso e sassofono alto tra i più ispirati in Italia e ben impegnato anche oltreconfine. Achille ha un carisma eccezionale, suona con Vinicio Capossela (nel 2013-14) ed è un bravissimo maestro; ha un qualche cosa di filosofie orientali nel suo modo di impostare le lezioni. Anche di uno dei due concerti con lui conservo una registrazione; c'era Francesco Scaramuzzino e il batterista Roberto Rossi, una sicurezza; la seconda volta il batterista è stato Fabrizio La Fauci un drummer per me eccezionale.
Nella primavera del 2014 ho suonato con Andrea Dulbecco, vibrafonista di educazione classica e jazz, docente di percussioni a Milano, compositore fine e dalla tecnica semplicemente mostruosa.
Tutto questo grazie alla fiducia che godo presso il maestro Francesco Scaramuzzino, il mio pianista di riferimento, amico e datore di innumerevoli insegnamenti. Ho suonato spesso con Danilo Guido, sax alto di Acri, che ammiro molto per il suo dinamismo alla Cannonball Adderly; le serate con lui scorrevano come un torrente in piena.
 Nel 2015 ho poi suonato il basso elettroacustico a Roccella Jazz, nel trio del chitarrista Giorgio Caporale e con Domenico Scarpino alla batteria; abbiamo suonato una mezza dozzina di brani di John Lennon, una notevole esperienza per me, grazie a Giorgio. Nella foto sotto, il trio: era il 13 agosto.



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 Dopo due anni di lavoro, nell’agosto del 2009 è stato stampato un cd con dieci canti libertari composti negli anni Settanta tra Amantea e Belmonte Calabro; uno solo è tradizionale, una strina proveniente da Lago. Il lavoro è firmato da undici Suonatori Libertari Calabresi e dall’associazione che lo ha edito, La Società Altra di Spezzano Albanese. Il cd è stato ideato, realizzato e stampato tra Spezzano e Amantea nella più completa autonomia artistica e finanziaria; la stampa è stata eseguita ad Orsomarso e il cd ha il bollino siae.
 Per un totale di poco oltre i 35 minuti di musica, i brani sono i seguenti: Quannu vene l’Anarchia, E mo ca simu ccà, A canzuna i l’anarchicu federalista, Si dìcie libertà, Na vota c’erinu i patruni, Girannu si fere e si feste, Unn’è ppe fa paroli, L’Emigrante, A strina du judeu, Cinqua guagliuni. Esclusa la tradizionale strina, gli altri sono stati a suo tempo composti da me (che nel cd canto, suono il contrabbasso e la chitarra solista), Gerardo Vespucci (che nel cd canta, suona la chitarra accompagnamento e un piccolo set di batteria), Enzo Ruffolo e Fernando Launi. Oltre a me e Vespucci, nel cd cantano o suonano Biagio Accardi (coro e voci), Vincenzo Giordano (voce), Nando Brusco (coro, voce e tamburi), Oreste Sandro Forestieri (coro e flauti), Francesco Passarelli (fisarmonica), Santino Bruni (trombone in Si dìcie libertà) e Bruno Paura (mandoloncello in Na vota c’erinu). Nella confezione ci sono immagini di opere di Luigi Rizzo e Biagio Accardi, oltre a una presentazione di Vincenzo Giordano. A Spezzano si deve dare conto del contributo non musicale di molti, tra cui Domenico Liguori, Serafina Marini e Tonino Nociti.

 Lo stile dei brani è assolutamente popolare. Le registrazioni sono state fatte in luoghi casalinghi, si sono usate tecnologie semplici tra l’analogico e il digitale. Il cd si può ricevere contattando: Domenico Liguori C.P. 9 - 87019 Spezzano Albanese (Cs); tel. 339.5788876 (Domenico); email minicuz@alice.it. Una copia del CD euro 10,00 più spese di spedizione; per richieste dalle 10 copie in su, 6 euro a CD. Versamenti ccp 17208877 intestato a Liguori Domenico, via L. Amato, 27 - 87019 Spezzano Albanese (Cs). I testi dei brani sono disponibili a questo link. 



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 Il nono dei miei libretti (stampato nel 2007) contiene la gran parte dei testi di musica popolare che ho composto fin dal 1977, da quando ho cominciato a scrivere folk, sono 47, altri venti (circa) rimangono inediti. Vi sono tutti i brani contenuti nel cd Fatti Veri (2002) e poi altri due (A Festa i San Giuvannu e U Nnammuratu) ospitati nel cd di Enzo Ruffolo (autore, chitarrista e organettista) e Pietrangelo Zicarelli (chitarra solista e accompagnamento) dal titolo Salimora, del 2006. Ci sono poi altri brani piuttosto conosciuti perché portati in giro dal vivo da altri cantastorie, tra cui Nando Brusco e Vincenzo Giordano. C'è anche D'a Chiazza alla Taverna, scritta da mio nonno Felice Campora negli anni Cinquanta del secolo scorso, e una tarantella di Nicodemo, musicante di strada amanteano fino agli anni Sessanta. Vi figurano anche i cinque brani miei presenti nel cd Quannu vene l'Anarchia. Naturalmente sono tutti in dialetto. Il disegno di copertina è tratto da un ormai scomparso murales di Saverio Brillante.


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 Nella primavera del 2005 ho cominciato a suonare il contrabbasso nell'imPerfect jazz quartet, con Francesco Scaramuzzino di Lamezia al pianoforte, Alberto La Neve di Paola al Sax tenore e soprano e Manolito Cortese di Cosenza alla batteria. Francesco e Alberto  sono due maestri diplomati di conservatorio, Manolito ha ben studiato, mentre io sono autodidatta. Abbiamo suonato brani classici del repertorio jazz internazionale, ma Francesco è molto brano nella composizione e abbiamo fatto anche brani suoi. E' stata una bellissima esperienza, grazie a quei tre giovani amici ho scoperto tanti standard del jazz e ho imparato a suonarli nei locali e per le piazze, eseguendoli decine e decine di volte. Sebbene non più con loro, oggi mi esercito continuamente col contrabbasso o con il basso elettrico e sono sempre allenato quando capita l'occasione di partecipare ad una session improvvisata! Inoltre, sto trasferendo le modalità del suonare jazz (per quanto riesco a fare) nella musica folk e i risultati sono per me di buon piacere: il folk e il jazz sono molto vicini per l'importanza che danno l'improvvisazione, per le origini popolari, per le motivazioni di fondo dello stesso suonare essendo due musiche fondamentalmente non commerciali.

 


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 Nel mese di giugno del 2002 ho pubblicato con licenza SIAE, un CD audio registrato a casa. Sono brani che avevo composto negli anni Settanta e Ottanta. E' musica fondamentalmente popolare.

1. U Pasturu 4:45
2. Ottobri alla Mantia 5:12
3. Nu Fattu i Vìernu 2:26
4. U Pùorcu d’u Zi Frangiscu 4:11
5. A Palummella (ca s’avìe fricat’u maru) 3:53
6. A Canzuna d’u Vivituru 3:12
7. L’Emigrante 2:05
8. U Cunnannatu 1:53
9. U Nnammuratu 2:43
10. Bella Guagliuna 2:53
11. U Montarìellu 1:59
12. Ernestu 5:46

  Ho condiviso l'esperienza con Pasquale Grimaldi (voce) e Gerardo Vespucci (chitarra accompagnamento, tastiere, armonica, rullante e piatto, cembalo, tamburello). Io ho suonato la chitarra elettrica solista, la chitarra accompagnamento, il basso elettrico e il contrabbasso. I testi di questo cd dei Fatti Veri sono disponibili a questo link.  Una particolare notizia riguarda A Canzuna d'Ernestu, che figura come brano a tema emigrazione in un sito chiamato Canzoni Contro la GuerraAltri miei testi figurano in questo speciale sito. L'intera raccolta si può ascoltare a https://www.youtube.com/@FeliceCampora.


Grazie per la lettura!





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SAGGI

 Nel lungo periodo in cui sono stato professore di Lingua e Cultura Inglese al Liceo Scientifico del mio paese, Amantea, usavo prendere nota delle modalità e delle tecniche in cui si svolgevano le mie lezioni. Tantissimi studenti mi dicevano che avevo un metodo che a loro piaceva, credo a ragione del fatto che erano loro i protagonisti del tempo che passavamo insieme - li facevo parlare moltissimo. Gli appunti che prendevo sono poi diventati un testo di didattica della lingua inglese, che metto nel 2011 ho reso disponibile per la stampa su ilmiolibro.it e al quale ho dato il titolo, un po' ironico, di Manuale di sopravvivenza al corso di Inglese del prof. Campora al Liceo Scientifico di AmanteaInsegnare è una pratica molto delicata, essere bravi insegnanti è veramente difficile; i docenti ogni giorno sono chiamati ad essere preparati e aggiornati sulla materia e a dare continuo esempio di correttezza e capacità nell'indicare adeguati percorsi formativi, preferibilmente ricchi di curiosità, serenità e felicità.


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 Questo secondo libretto con tre saggi brevi stampato nel 2006, è composto di tre saggi di natura letteraria firmati da Gianluca Rivolta (due) e da Marco Vittorio Castello, rispettivamente con i seguenti titoli: Giochi di Coleridge, che commenta un passo del famoso poeta inglese su un particolare gioco linguistico, da lui chiamato punGli Alberi di Shakespeare, un breve viaggio tra alberi, foreste, giardini, prati, brughiere nel teatro di William Shakespeare, Le Due Sorelle, l'analisi comparata di una ballata popolare di origine tardomedievale presente in tutta l'Europa e ancora oggi diffusamente eseguita dai gruppi folk. I tre saggi hanno un evidente taglio sociale. E anche politico, direi.

 

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 A gennaio del 2005 ho stampato un primo libretto contenente tre brevi saggi: Una modesta proposta per migliorare la segnalazione del fallo del fuorigioco nel gioco del calcio è il primo, L'autore inesistente il secondo, infine L'antica lettera; figurano autori rispettivamente Felice Campora, Gianluca Rivolta e Marco Vittorio Castello. Il saggio L'autore inesistente ha avuto una curiosa storia in rete. Se ne è interessato Wu Ming 1 e nel mese di giugno alcuni passi del testo sono stati usati in rete in numerosi gruppi di discussione, E' stato anche pubblicato interamente, su mio consenso, in alcuni luoghi della rete. Un brano del testo è stato ospitato nella rubrica tenuta da Loredana Lipperini nella versione online del quotidiano La Repubblica, con  qualche decina di commenti. Anche il saggio sul fuorigioco ha avuto una certa eco in rete; è stato ospitato interamente in diversi siti, con commenti. Uno dei siti dove si può leggere per intero quello della rivista online Carmilla, una delle prime espressioni letterarie della rete italiana.

 

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 Nell'estate del 2005 esce la terza edizione della Guida di Amantea, di 30 pagine e con una piccola sezione in lingua inglese. Serve agli operatori turistici locali. In questa edizione lo Stradario della città è diventato completo, cioè con i nomi di tutte le vie di Amantea centro urbano.
Come si può leggere oltre, lo Stradario di Amantea è un'opera grafica del lontano 1992; è protetta da diritti d'autore avendo a suo tempo depositato l'opera presso la SIAE come anche al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio per il Diritto d'Autore. E' uno dei lavori che mi ha dato più soddisfazioni, solo morali, purtroppo; è stato usato (si potrebbe anche leggere: rubato) da molte persone e ditte, da enti pubblici e privati, da aziende piccole e grandi, anche di enorme livello nazionale.
A me (come si può leggere nel saggio breve L'autore inesistente) non piace l'ossessiva protezione dei diritti d'autore poiché essi, quando esercitati intensivamente, limitano la circolazione dei saperi; ma non piacciono neanche i ladri delle idee e del lavoro altrui per scopi commerciali. Per vedere una copia a grandezza quasi originale (ma a 72 dpi) cliccare su queste parole.

 

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 Nel Novembre del 2004 ho stampato un libretto di appena 24 pagine che contiene tre scritti minori di Pasquale Furgiuele, poeta di cui mi ero già interessato nei primi anni Novanta. I testi hanno i seguenti titoli: Gabriella, una storia popolare in endecasillabi, opera giovanile, a testimonianza di come Furgiuele coltivasse, come molti romantici europei, anche l'interesse per la cultura popolare; poi due scritti brevi in prosa: Lettera a Niccolò Tarsia, in cui Furgiuele parla della poesia come genere letterario, citando significativamente anche il poeta inglese Byron, quindi Un'ora nel castello di Amantea, un primo tentativo in prosa di quello che sarà poi la sua opera maggiore Gli Amanteoti (vedi più in basso). Puoi ottenere maggiori informazioni sulla figura di Pasquale Furgiuele cliccando su queste parole.

 

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 Esce nel giugno del 1996 la seconda edizione della Guida di Amantea (Territorio - Storia - Monumenti - Società - Itinerari dei centri vicini - Stradario cittadino), questa volta di 120 pagine e quindi con molte informazioni in più. La più importante novità per me è essere riuscito ad inserire lunghi brani in quattro lingue: il francese, lo spagnolo e il tedesco, oltre all'inglese. Insieme all'italiano, quel libretto turistico contiene quindi cinque lingue! E' presente la versione 1996 dello stradario cittadino di Amantea, in questa pagina in versione completa ma a risoluzione ridotta.

 

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 Nel 1995 ho voluto pubblicare Patria e amore, un volume di 96 pagine che contiene la trascrizione de Gli Amanteoti, di Pasquale Furgiuele (Amantea 1830-1856), il racconto in versi di tre storie ambientate ad Amantea in tre diversi periodi storici. Gli episodi si ispirano a ben definite vicende storiche ma gli accadimenti sono frutto della fantasia dell'autore, e narrati in stile eroico, patriottico. Si racconta del vescovo Irenirio che difende la città dai saraceni, condotti dal malvagio Timri (IX secolo), di una vicenda ambientata nel primo Seicento (la difesa della città contro i Belmontesi che volevano comprarla), infine dell'Assedio di Amantea del 1807. Il volume serve ancora oggi a ricordare un giovane di Amantea che si era completamente dedicato alla poesia. Il fatto che ebbe un tragico destino (morì a soli 25 anni e qualche mese), a suo tempo accrebbe enormemente questo desiderio di riproporre i suoi versi, dato che dal 1881 i suoi scritti non erano più editi in volume. Questa la motivazione iniziale, ma.... studiando le stanze de Gli Amanteoti, lentamente cominciai a rendermi conto che la sua poesia mi piaceva davvero; quel giovane era un vero visionario e questo mi colpì profondamente, poiché mi ritrovai a lavorare su di lui non solo per un fatto "tecnico" (rinverdire il ricordo di un giovane poeta della mia stessa città) ma anche per il piacere di scoprire versi bellissimi e scritti col cuore, con tecnica e sentimento propri dei grandi scrittori, ricchi di viva immaginazione. Vi sono alcuni intensi riferimenti alla letteratura inglese.


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 Nel 1992 esce la prima edizione della Guida di Amantea, 96 pagine in bianco e nero, con parti rese in inglese. Ci sono molti grafici e per la prima volta viene pubblicata una mappa delle strade di Amantea. Le vicende storiche, la natura e le persone della mia città avevano da tempo attratto la mia attenzione, che si è poi materializzata in questo opuscolo di 96 pagine fitte fitte e senza interruzioni pubblicitarie. Non sono uno storico in senso stretto, ma ho cercato di fare del mio meglio per dare alla città qualcosa che nel '92 ancora non c'era.


Grazie per la lettura!





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